L’ITU, tramite i suoi esperti, ha recentemente realizzato un altro balzo in avanti nell’accesso a banda larga su cavo telefonico e cavo coassiale: lo standard MGFast può raggiungere larghezze di banda fino a 8 Gbit/s (Gigabit al secondo) nelle corte distanze se in modalità Full Duplex (FDX) e fino a 4 Gbit/s se in modalità Time Division Duplexing (TDD).
Lo standard MGFast, ITU G.9711, non solo promette bit rate più elevati che mai, ma anche una latenza ultra bassa per applicazioni altamente interattive, una capacità di ottimizzare la qualità del servizio (QoS) in linea con le esigenze delle diverse applicazioni ed infine operazioni punto-multipunto che consentono una migliore copertura all’interno dei locali.
MGFast è il successore di G.Fast (ITU G.9701), standardizzato dall’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni nel 2014. Entrambe le tecnologie nascono come complemento della strategia di diffusione della fibra ottica fino in casa (FTTH) offrendo agli operatori una scelta più economica ma comunque consistente.

La fibra ottica portata fino al punto di distribuzione, Fiber to the Extension Point (FTTep), pertanto molto vicino a casa, viene poi integrata con G.Fast/MGFast senza la necessità di sostituire il cablaggio esistente in rame e con clienti in grado di installare le apparecchiature da soli. Le operazioni, l’amministrazione e la gestione “Zero touch” aumentano la velocità di lancio per nuovi servizi e la coesistenza con VDSL2 offre a fornitori di servizi l’agilità necessaria per trasformare i clienti da VDSL2 a G.Fast o MGFast in base alle richieste aziendali.

MGFast raggiunge velocità aggregate fino a 4 Gbit/s con TDD su cavi telefonici, raddoppiando così le velocità ottenibili con G.Fast. Il supporto per la trasmissione FDX, più adatto al cavo coassiale e al cablaggio di tipo CAT5, consente a MGFast di raggiungere velocità in bit aggregate fino a 8 Gbit/s. E consentendo la trasmissione simultanea a piena velocità in entrambe le direzioni, la trasmissione FDX è un mezzo convincente per fornire servizi a bit rate simmetrico. Le velocità in bit più elevate di MGFast sono raggiunte espandendo la banda di frequenza a 424 MHz (dai 212 MHz di G.Fast) e introducendo una correzione avanzata dell’errore basata sulla modulazione codificata con controllo di parità a bassa densità. Una versione futura di MGFast potrebbe espandere la banda di frequenza a 848 MHz per bit rate ancora più elevati.

Oltre al throughput più elevato necessario per supportare video ad altissima definizione “4K” e “8K”, i miglioramenti tra cui la ritrasmissione proattiva consentono a MGFast di ottenere la latenza ultra bassa necessaria per servizi altamente interattivi come la realtà virtuale basata su cloud e i giochi online. La latenza, il jitter e la protezione dagli errori possono essere meglio adattati alle esigenze di ogni applicazione, grazie al supporto di MGFast fino a quattro classi QoS simultanee. Mentre G.Fast e xDSL supportano la comunicazione diretta con un solo punto di accesso nei locali, l’operazione punto-multipunto di MGFast consente la comunicazione cablata diretta a più dispositivi, a vantaggio di case e aziende che necessitano di più punti di accesso Wi-Fi per coprire l’intera sede.
Il Reverse Power Feeding e cioè il modem dell’utente fornisce energia alla sua porta del DSLAM è un’altra caratteristica che MGFast condivide con G.Fast.

Unica debolezza è che come la VDSL e le altre connessioni in fibra misto rame,  il segnale MGFast e G.FAST degrada rapidamente proporzionalmente alla distanza dal DSLAM: per il G.Fast a 100 m di distanza la velocità massima teorica viene dimezzata (500 Megabit al secondo). Altrettanto avviene a 200 m (200 Megabit al secondo) e 250 m (150 Megabit al secondo). A circa 50 m di distanza dal DSLAM la larghezza di banda è ancora di 800-900 Megabit al secondo.