Tim ha annunciato che Piergiorgio Peluso lascia l’incarico responsabile Amministrazione, finanza e Controllo per occuparsi in prima persona dei progetti straordinari, ovvero le diverse operazioni del gruppo.

Lo sostituirà Giovanni Ronca che entrerà a far parte del Gruppo dal 7 maggio a diretto contatto con l’AD Luigi Gubitosi per assumere, dal 17 giugno 2019, il ruolo di Chief Financial Officer. Giovanni Ronca, prima nel ruolo di co-responsabile dell’attività di banca commerciale di UniCredit in Italia e di membro del comitato esecutivo del gruppo bancario. Dal 2014 al 2016 è stato responsabile delle attività di UniCredit per il Nord e Sud America, con base a New York. In precedenza, sempre in UniCredit, ha ricoperto il ruolo di responsabile del Corporate & Investment Banking network in Italia e di responsabile regionale del Corporate Banking.

Piergiorgio Peluso dal 17 giugno opererà a diretto riporto dell’Ad per la gestione dei progetti strategici e delle operazioni straordinarie di Gruppo. Tra i dossier di cui si occuperà Peluso – secondo quanto risulta – spicca il progetto di fusione con l’infrastruttura in fibra di Open Fiber con cui a febbraio è stato aperto un tavolo di confronto.  In Telecom da 6 anni, Peluso, figlio dell’ ex ministro Annamaria Cancellieri, era stato al centro di speculazioni per una sua possibile elezione alla guida del fondo infrastrutturale F2i (poi finita a Renato Ravanelli) il cui azionista di maggioranza CdP è anche il secondo azionista di OpeFiber. Piergiorgio Peluso non ha un compito facile davanti: la newco è molto sostenuta dal governo gialloverde che nel Decreto Fiscale ha messo nero su bianco l’intenzione di favorire lo sviluppo di infrastrutture “nuove e avanzate in banda ultra larga” con attenzione alla forza lavoro “dei soggetti giuridici coinvolti” e con tempi certi per la “separazione” della rete. A febbraio è stato aperto un tavolo tra TIM ed Enel (e Cdp). Le maggiori incognite sembrano essere 3 di cui 1 interna fra gli azionisti e cioè la francese Vivendi, e due esterne cioè i sindacati e a l’Antitrust italiano ed europeo. Una “razionalizzazione” della rete e del personale che la manutiene porterebbe a probabili riduzioni di personale duplicato  che, secondo alcune stime sindacali, sarebbe attorno ai 10mila esuberi.

Una eventuale rete unica inoltre comporterebbe una concentrazione di mercato su cui dovranno prendere posizione sia l’Antitrust che Bruxelles.

Nel mese di Aprile scorso erano state definite le 5 aree verticali cioè  Consumer, Business, Technology, Wholesale, Sparkle per la riorganizzazione della Tim guidata da Luigi Gubitosi. Il modello organizzativo, ideato per realizzare il nuovo piano industriale vedeva ai vertici Piergiorgio Peluso, responsabile Amministrazione, finanza e controllo e Carlo Nardello, responsabile Strategy.

in una recente conferenza stampa a Firenze su “fibra ottica e 4G” Gubitosi ha affermato che i colloqui con Open Fiber sono “abbastanza avanti”.  “ Nei prossimi mesi ne parleremo in Cda di Tim” ha precisato. “Appena saremo pronti in Tim la parola passerà agli azionisti, e passeremo al successivo livello di interlocuzione”. Un’eventuale integrazione di Open Fiber in Tim “secondo me sarebbe un’operazione positiva per entrambe le aziende”, ha concluso l’Ad. (Fonte CorCom)